Bando automotive 2026: 631 milioni per ricerca e sviluppo

Dal 25 novembre 2026 apre lo sportello per gli Accordi per l'innovazione nella filiera automotive: 631 milioni per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Il bando automotive 2026 mette a disposizione 631 milioni di euro per le imprese della filiera che vogliono realizzare progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Lo sportello per l’invio delle domande apre alle ore 10.00 del 25 novembre 2026 e la misura rientra negli Accordi per l’innovazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. I progetti ammessi devono avere costi compresi tra 5 e 40 milioni di euro e possono ottenere un contributo diretto fino al 50% delle spese di ricerca industriale.

In breve

  • Beneficiari: imprese che esercitano attività industriali e di trasporto, comprese le imprese artigiane, e centri di ricerca. Gli organismi di ricerca possono partecipare come co-proponenti nei progetti congiunti.
  • Vantaggio: contributo diretto fino al 50% per la ricerca industriale e fino al 25% per lo sviluppo sperimentale, con possibile finanziamento agevolato entro il limite del 20%.
  • Dotazione: 631 milioni di euro, di cui il 40% riservato a progetti realizzati interamente nelle regioni del Mezzogiorno.
  • Apertura sportello: 25 novembre 2026 alle ore 10.00. La data di chiusura non è stata comunicata.
  • Come si richiede: domanda online sulla piattaforma fondocrescitasostenibile.mcc.it.
  • Ente: Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con Mediocredito Centrale come gestore del Fondo Crescita Sostenibile.

Chi può richiedere il bando automotive 2026

La misura si rivolge alle imprese che svolgono attività industriali e attività di trasporto, incluse quelle artigiane. Possono presentare domanda anche i centri di ricerca.

Gli organismi di ricerca, cioè gli enti che svolgono ricerca senza finalità principalmente commerciale, entrano nei progetti come co-proponenti. Significa che partecipano insieme a una o più imprese alla presentazione del progetto congiunto.

Una quota pari al 40% delle risorse è riservata ai progetti realizzati interamente nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia. Se la tua sede produttiva si trova in una di queste regioni, la riserva può aumentare le probabilità di ottenere le agevolazioni.

Quanto vale e cosa copre

Le agevolazioni sono concesse come contributo diretto alla spesa. In alcuni casi può aggiungersi un finanziamento agevolato, cioè un prestito a condizioni più favorevoli rispetto al mercato, nel limite del 20%.

Tipo di attività o beneficiario Intensità dell’agevolazione
Ricerca industriale Contributo diretto fino al 50% delle spese ammissibili
Sviluppo sperimentale Contributo diretto fino al 25% delle spese ammissibili
Finanziamento agevolato (eventuale) Fino al 20%
Progetti congiunti: PMI e organismi di ricerca Incremento di 10 punti percentuali sul contributo diretto
Progetti congiunti: grandi imprese Incremento di 5 punti percentuali sul contributo diretto

L’incremento per i progetti congiunti si applica quando collaborano almeno un’impresa e uno o più organismi di ricerca. In ogni caso vanno rispettati i massimali previsti dalle regole dell’Unione europea sugli aiuti di Stato.

I costi ammissibili del progetto devono essere compresi tra un minimo di 5 milioni e un massimo di 40 milioni di euro. Rientrano tra le spese finanziabili:

  • il personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
  • gli strumenti e le attrezzature di nuova fabbricazione;
  • i servizi di consulenza;
  • l’acquisizione o la licenza di risultati di ricerca, brevetti e know-how;
  • le spese generali e i materiali di progetto, riconosciuti in forma forfettaria.

Scadenze e tempistiche

Lo sportello online apre alle ore 10.00 del 25 novembre 2026. Si tratta di una procedura a sportello: le domande vengono acquisite dal momento dell’apertura, quindi conviene arrivare con il progetto già completo.

La data di chiusura dello sportello non è stata comunicata e va verificata sul sito del Ministero. Le risorse derivano dallo stanziamento previsto dal DPCM Automotive del 10 giugno 2026, mentre l’apertura dello sportello è definita dal decreto direttoriale del 17 settembre 2026.

Se le risorse non bastassero a coprire tutti i progetti presentati, il Ministero formerà una graduatoria. Il punteggio sarà attribuito sulla base di alcuni indicatori aziendali di solidità economico-finanziaria.

Come presentare la domanda

  1. Verifica di rientrare tra i soggetti ammessi: impresa industriale o di trasporto, anche artigiana, oppure centro di ricerca.
  2. Definisci il progetto di ricerca industriale o sviluppo sperimentale, controllando che i costi ammissibili restino tra 5 e 40 milioni di euro.
  3. Valuta se presentare il progetto in forma congiunta con uno o più organismi di ricerca, per accedere all’incremento del contributo diretto.
  4. Prepara il piano dei costi distinguendo le attività di ricerca industriale da quelle di sviluppo sperimentale, perché le percentuali di contributo sono diverse.
  5. Dal 25 novembre 2026, alle ore 10.00, invia la domanda attraverso la piattaforma online fondocrescitasostenibile.mcc.it, gestita da Mediocredito Centrale.

Mediocredito Centrale opera come gestore del Fondo Crescita Sostenibile, affiancato da partner bancari e scientifici. Le istruzioni operative di dettaglio vanno consultate nella documentazione pubblicata dal Ministero e sulla piattaforma stessa.

Cosa ti serve prima di iniziare

Il materiale ufficiale non elenca in modo puntuale gli allegati richiesti, quindi conviene consultare la modulistica sulla piattaforma appena disponibile. Dal contenuto della misura emergono comunque alcuni elementi indispensabili.

  • Una descrizione tecnica del progetto di ricerca industriale o sviluppo sperimentale, con obiettivi e impatto tecnologico.
  • Il piano dettagliato dei costi ammissibili, suddiviso per personale, attrezzature, consulenze e acquisizione di risultati di ricerca o brevetti.
  • L’eventuale accordo di collaborazione con gli organismi di ricerca co-proponenti, se il progetto è presentato in forma congiunta.
  • I dati di bilancio utili a documentare la solidità economico-finanziaria, rilevanti in caso di graduatoria.

Poiché il contributo si calcola sulle spese effettivamente sostenute e documentate, è utile predisporre fin da subito una gestione ordinata dei costi di progetto: avere un sistema per gestire la fatturazione elettronica aziendale semplifica la successiva rendicontazione delle spese.

Errori da evitare

  • Progetti sotto soglia o troppo grandi: sotto i 5 milioni o sopra i 40 milioni di costi ammissibili la domanda non rispetta i limiti previsti.
  • Confondere ricerca industriale e sviluppo sperimentale: le due attività hanno percentuali di contributo molto diverse, 50% contro 25%. Una classificazione approssimativa altera il piano finanziario.
  • Dare per scontato l’incremento: i punti percentuali aggiuntivi spettano solo ai progetti congiunti con organismi di ricerca e comunque entro i massimali europei.
  • Attendere l’ultimo momento: trattandosi di uno sportello con risorse definite, presentarsi con il progetto incompleto il 25 novembre 2026 può costare l’accesso alle agevolazioni.
  • Trascurare la riserva territoriale: il 40% delle risorse riguarda progetti realizzati interamente nel Mezzogiorno. Una localizzazione parziale non consente di accedere a quella quota.

Domande frequenti

Quando apre lo sportello per il bando automotive 2026?

Lo sportello online apre alle ore 10.00 del 25 novembre 2026 sulla piattaforma fondocrescitasostenibile.mcc.it. La data di chiusura non è stata comunicata.

Possono partecipare anche le imprese artigiane?

Sì. La misura è rivolta alle imprese che esercitano attività industriali e di trasporto, incluse quelle artigiane, oltre che ai centri di ricerca.

Qual è l’importo minimo di un progetto?

I costi ammissibili devono essere compresi tra 5 e 40 milioni di euro. Progetti al di fuori di questo intervallo non rispettano i requisiti previsti.

Cosa succede se le domande superano le risorse disponibili?

Il Ministero predisporrà una graduatoria basata sul punteggio ottenuto in relazione ad alcuni indicatori aziendali di solidità economico-finanziaria.

Come funziona la riserva per il Mezzogiorno?

Il 40% dei 631 milioni è destinato a progetti interamente realizzati in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Fonte ufficiale

Puoi consultare il comunicato del Ministero delle Imprese e del Made in Italy con i dettagli della misura: Accordi per l’innovazione nella filiera automotive, 631 milioni di euro.

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un commercialista o di un CAF. Verifica sempre requisiti e scadenze sul sito dell’ente.